Progettare l’accessibilità sul web: riflessioni tra Disability Management, rete e cultura visiva

Un’evoluzione professionale: la rubrica su Disabilmente.it

Ritornare a scrivere su questo blog dopo un periodo di pausa offre l'opportunità di condividere un'importante evoluzione del mio percorso professionale. 


Di recente ho iniziato a sostenere il progetto Disabilmente.it, un blog nato dall'intuizione di Chiara Recco per raccontare esperienze, storie di vita e realtà associative legate al mondo dell'inclusione. All'interno di questo portale, Chiara ha aperto una rubrica a mio nome intitolata "Progettare l'accessibilità", dove ho la possibilità di 
offrire la mia prospettiva personale e professionaleL'iniziativa riveste un significato rilevante nell'ambito del Disability Management (volto a tutelare la persona con disabilità ed a promuovere una reale inclusione professionale). Il compito principale del Disability Manager è infatti quello di individuare e valorizzare il potenziale inclusivo del territorio e del web, consentendo di trasformare buone prassi isolate in standard operativi condivisi.


Il mio percorso: dalla cultura dell'informazione al Disability Management

Il mio percorso è iniziato anni fa, quando ho cominciato a condividere riflessioni personali su disabilità ed inclusione attraverso i social network e l'attività di divulgazione. A questa  dimensione di scrittura personale si sono poi aggiunti gli studi universitari in Informazione ed Editoria e l'attività di graphic design

Più di recente, la specializzazione in disability management si è inserita come filo conduttore che unisce tutte le mie esperienze in un'unica visione strategica. Se infatti il compito di questa figura è valorizzare e sostenere le realtà inclusive, il mio percorso esprime questo ruolo attraverso la comunicazione accessibile, la divulgazione e la grafica
Lavorare quotidianamente alla comunicazione di realtà sociali conferma che l'accessibilità non è un concetto standard, ma una soluzione frutto di una progettazione su misura, da calibrare e personalizzare in risposta alle specifiche necessità.

Flessibilità e rispetto della salute: una scelta professionale sostenibile

Promuovere l'inclusione e sostenere questa responsabilità richiede la capacità di individuare la strada migliore per ciascuno: per me, quella strada è il lavoro da remoto. Tale scelta risponde alla necessità di ottimizzare le mie forze ed i miei tempi a fronte di difficoltà neuromotorie: una modalità flessibile che non costituisce una limitazione, bensì rappresenta l'ambiente ideale in cui valorizzare le mie competenze digitali. Svolgere la mia attività a distanza permette di conciliare l'impegno nel sociale con la gestione strategica delle energie

Questa modalità dimostra che la forza professionale non esclude le fragilità personali, ma le integra in un equilibrio orientato alla cura di sé ed al rispetto dei bisogni individuali

Questo aspetto è ancora più evidente nei mesi estivi, un periodo in cui le attività spesso rallentano. Tuttavia, chi si occupa di inclusione sa che le barriere non svaniscono con l'estate. Gestire il proprio lavoro con senso di responsabilità significa anche saper ascoltare i propri tempi, calibrare le forze e riservare il giusto spazio alla salute. 

È un atteggiamento di profonda responsabilità che permette di proteggere la propria salute e di assicurare valore e continuità ai progetti. Questa attenzione, in presenza di specifiche patologie o condizioni croniche, diventa una priorità assoluta. Per una persona con disabilità, infatti, la tutela della salute non è un fattore secondario, ma una necessità quotidiana che richiede spazi adeguati per seguire le terapie e gestire la propria condizione. Saper conciliare i propri tempi con queste esigenze fondamentali non è un segno di debolezza, bensì una scelta di profondo rispetto verso se stessi ed una prova di crescita personale e professionale.


Nel mio percorso, attraverso lo smart working, cerco di far convergere sinergicamente la specializzazione in disability management con la consulenza visiva e lo sviluppo di identità grafiche inclusive.

La comunicazione visiva inclusiva 

La grafica e la comunicazione visiva svolgono in questo quadro un ruolo decisivo. Un'informazione è davvero utile quando è accessibile a chiunque. Progettare con un'attenzione specifica a DSA, BES e differenti sensibilità visive significa creare spazi digitali leggibili e senza confusione. Attraverso la scelta dei colori, la cura dei font, il layout ordinato e l'uso della Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), l'obiettivo è offrire contenuti trasparenti e accoglienti.


Lo smart working mi permette di gestire con la massima efficacia importanti collaborazioni anche nelle settimane estive. 

Da un lato, curo la grafica e la comunicazione per i laboratori estivi dell'Associazione Genitori La Nostra Famiglia - Regione Liguria ODV, un'organizzazione di volontariato che supporta le famiglie, offrendo attività di socializzazione e percorsi inclusivi per bambini e ragazzi con disabilità. Dall'altro, gestisco la community online ufficiale della trasmissione Rai "O anche no", un punto di riferimento per l'informazione televisiva accessibile, caratterizzata dalla traduzione integrale in lingua dei segni italiana (LIS).

L'elasticità organizzativa del digitale si rivela così la soluzione ideale. Muoversi lontano da ritmi forzati e scadenze rigide, adattando gli impegni alle reali energie personali, non è una rinuncia, ma una scelta intelligente per non logorare le proprie risorse, ovviare a problemi organizzativi e garantire la continuità delle cure necessarie. Riconoscere il giusto valore al proprio tempo, proteggere la salute e riappropriarsi dei propri spazi diventa la prova tangibile che un'attività professionale può essere solida ed efficace solo quando è davvero sostenibile e accessibile, a partire da chi la realizza.


Ilaria Marasco


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